LEGO® SERIOUS PLAY® nelle scuole della provincia milanese: quando i mattoncini danno voce all'inespresso
I plessi scolastici nei piccoli comuni della provincia ovest di Milano. Un contesto di provincia che incide profondamente sulla vita quotidiana, sulle dinamiche relazionali e sulla gestione della comunità scolastica.
Introduzione e Presentazione del Progetto
Tra i banchi dei piccoli comuni della provincia ovest di Milano, la routine scolastica si intreccia con una realtà di paese in cui tutti si conoscono, ma dove le emozioni più profonde dei ragazzi rischiano spesso di rimanere sommerse. È in questo scenario che si inserisce l'esperienza di Matteo Gerenzani, docente che dal 2024 ha scelto di introdurre in classe la metodologia LEGO® SERIOUS PLAY® (LSP).
Mettere i mattoncini al centro offre un linguaggio visivo e tattile capace di bypassare la paura del giudizio. Attraverso questo reportage sul campo, osserviamo come la facilitazione stia agendo sul modo di comunicare tra studenti e insegnanti, portando alla luce ciò che il contesto tradizionale fatica a intercettare.
1. La realtà dei piccoli comuni: dinamiche di provincia e contesto scolastico
L'ambiente educativo dei piccoli centri della provincia ovest di Milano possiede caratteristiche precise: la dimensione dei paesi garantisce una prossimità fisica e sociale in cui tutti si conoscono, ma al contempo risente dei limiti storici e culturali delle realtà di provincia, dove le risorse e le occasioni di confronto integrato possono risultare circoscritte.
In questo panorama, la scuola non è soltanto il luogo dell'istruzione formale, ma si trova ad essere il presidio fondamentale della comunità. Tuttavia, le dinamiche locali e i condizionamenti ambientali si riflettono inevitabilmente all'interno delle classi, portando alla luce sfide complesse che richiedono strumenti di ascolto adeguati e talvolta meno convenzionali.
2. La sfida della "difficoltà emotiva e introspettiva" dei ragazzi di oggi
Chi vive la scuola dall'interno, percepisce con chiarezza una delle criticità più diffuse tra i giovani studenti moderni: una marcata difficoltà introspettiva, unita alla fatica nel riconoscere il proprio valore personale.
Sempre più spesso si osservano ragazzi che faticano a gestire le proprie emozioni e che manifestano una profonda chiusura nei confronti dei compagni e delle figure scolastiche, percepite non più come figure di riferimento ma come entità estranee o giudicanti. In molti casi, la scuola stessa finisce per essere vissuta come un ambiente "nemico", un luogo di giudizio e di scontro anziché uno spazio protetto in cui crescere. Quando le emozioni non trovano un modo per essere espresse e accolte, rischiano di sfociare in comportamenti disfunzionali.
3. Il mattoncino LEGO® come "ponte di fiducia e ascolto"
È proprio di fronte a queste barriere che la metodologia LSP rivela la sua efficacia come strumento di trasposizione tangibile del pensiero e apertura emotiva. Garantendo un tempo di costruzione manuale prima della parola, le attività permettono un abbassamento dei livelli di stress prestazionale e hanno il potere di spostare il focus dall'individuo all'oggetto costruito.
I risultati emersi dalle attività d'aula mostrano dinamiche di grande valore umano:
- Bambini della scuola primaria utilizzano le metafore visive per raccontare frammenti della propria vita quotidiana, offrendo chiavi di lettura illuminanti su difficoltà e disagi che gli insegnanti avevano già percepito ma non riuscivano a decifrare.
- Ragazzi più grandi si aprono condividendo con la classe episodi personali profondi che persino gli amici più stretti ignoravano, trovando nel modello tridimensionale lo scudo protettivo necessario per scoprirsi senza paura. Possono inoltre iniziare a sperimentare un tipo di pensiero più strategico ed orientato al problem solving orientato alle numerose dinamiche poco funzionali all'interno del contesto scolastico.
- Punti di incontro inaspettati: si creano connessioni autentiche tra compagni apparentemente lontani o in conflitto, che scoprono attraverso le storie dei modelli di condividere vissuti e stati d'animo simili.
- Sblocco e disponibilità: i workshop aiutano a sciogliere le tensioni iniziali e strutturate. Per gli studenti che vivono momenti di difficoltà personali, si crea l'opportunità di riallacciare un contatto con i compagni e docenti.
4. Trasformare l'organizzazione scolastica: un "dialogo sicuro" tra colleghi
La portata della facilitazione con LSP non si limita al lavoro con gli studenti, ma può diventare una risorsa utile anche all'interno del gruppo docenti.
I momenti di programmazione e le riunioni scolastiche rischiano talvolta di incagliarsi nelle dinamiche di ruolo, nei vincoli burocratici o nelle divergenze d'opinione. L'impiego del metodo tra colleghi offre un canale per gestire i progetti in modo più partecipato, aiutando a smussare le rigidità, oltre che a disinnescare controversie e smorzare tensioni che soventemente si riscontrano.
Attraverso la mediazione del modello tridimensionale, si crea l'opportunità per gli insegnanti di relazionarsi prima di tutto come persone, riducendo per un momento il peso della formalità. Questo approccio favorisce un clima di ascolto più trasparente e pone le basi per una maggiore comprensione reciproca.
5. Verso i grandi passaggi scolastici: costruire consapevolezza per le scelte future
L'impatto di questo percorso si proietta ben oltre l'orizzonte del singolo laboratorio, mirando a dotare gli studenti di strumenti personali e relazionali duraturi.
Nel breve periodo, l'attività getta le basi per relazioni di classe più distese, prevenendo comportamenti a rischio sia dentro sia fuori dalle mura scolastiche.
Nel lungo periodo, diventa una risorsa fondamentale sia per il proseguio che in occasione dei cambi di ordine scolastico:
- Nel passaggio dalla Primaria alla Secondaria di primo grado: aiuta i bambini ad affrontare la paura del nuovo, la percezione della maggiore serietà richiesta e la preparazione psicologica al cambiamento.
- Nel passaggio dalla Secondaria di primo grado alla Secondaria di secondo grado: offre ai ragazzi una lente introspettiva per orientarsi verso scelte scolastiche consapevoli, riconoscendo i propri punti di forza e le proprie capacità, prima di compiere un salto che, per alcuni di loro, rappresenterà l'ultimo step verso la vita adulta e lavorativa.