Dall’aula al cambiamento: come un mattoncino ha trasformato la mia visione della scuola
Insegnare significa cercare costantemente nuovi linguaggi. Ecco come l'incontro con il metodo LEGO® SERIOUS PLAY® ha aperto una nuova strada per trasformare il dialogo tra banchi, colleghi e studenti.
Ci sono momenti nella vita professionale in cui le prospettive si ribaltano improvvisamente, rivelando che la risposta a domande complesse si trovava in un luogo inaspettato.
Insegno dal 2017. Per anni ho vissuto la scuola dall’interno, provando a interpretare le dinamiche, le sfide quotidiane e quel bisogno, costante, di trovare nuovi linguaggi per entrare in sintonia con gli studenti e con i colleghi.
Poi, nel 2024, ho conosciuto il metodo LEGO® SERIOUS PLAY® ed è stato in quel momento che approfondendo per la prima volta i vari aspetti della metodologia è nata la scelta di intraprendere il percorso di formazione specifica per diventare facilitatore.
Dall'ambito aziendale alle aule scolastiche
All’inizio il mio sguardo era rivolto altrove. L'idea di diventare facilitatore certificato nasceva dal desiderio di applicare il metodo fuori dalla scuola, in contesti in cui la facilitazione è già una realtà consolidata. Ma proprio mentre prendevo dimestichezza con la pratica aziendale e comprendevo il reale potenziale di LSP, è scattata una scintilla e ho iniziato a pensare al perché non provare a portare questo approccio proprio lì dove si costruisce il futuro, cioè nelle nostre aule.
La forza dell'entusiasmo e la scoperta degli "insight"
Decidere di sperimentare il metodo nel contesto scolastico è stata una scommessa, ma la risposta ha superato ogni aspettativa e l'impatto è stato immediato, vedendo nei partecipanti una passione contagiosa e uno sguardo nuovo. In un ambiente spesso affaticato dalle routine e dai vincoli burocratici questi workshop hanno incominciato a riaccendere l'entusiasmo.
Attraverso la manipolazione dei mattoncini e la costruzione delle proprie metafore visive, insegnanti e alunni non si sono limitati a partecipare ma hanno vissuto veri e propri momenti di rivelazione, generando degli insight profondi che emergono solo quando si crea uno spazio di ascolto protetto, privo di giudizio e di logiche gerarchiche.
È così che ho compreso ancora meglio l'essenza autentica di questo progetto dove il valore del metodo risiede tanto nella progettazione della sessione in sé, quanto in ciò che accade dopo. La reale trasformazione sta nel vedere come i docenti, i bambini e i ragazzi, quasi senza rendersene conto, facciano propri i comportamenti, le aperture e gli spunti di riflessione emersi durante il processo, portandoli con sé nel quotidiano. E quel gioco serio alla fine lascia un segno concreto nel loro modo di comunicare, di relazionarsi e di percepirsi.
Una nuova postura per gli insegnanti e un nuovo approccio per gli alunni
Oggi la mia priorità non è semplicemente proporre un'attività in più, ma contribuire a far maturare negli insegnanti una nuova postura educativa e, al tempo stesso, offrire agli alunni l'opportunità di sviluppare nuovi strumenti relazionali, di consapevolezza personale e sociale.
Non serve cambiare tutto dall'oggi al domani: basta iniziare ad affiancare alla trasmissione dei contenuti momenti dedicati all'ascolto e alla valorizzazione delle idee di tutti.
Quando un docente adotta questa prospettiva, cambia il clima complessivo dell'aula con la classe che smette di essere un luogo di ricezione passiva e diventa uno spazio di condivisione reale, dove si costruisce fiducia e dove il dialogo resta aperto.
Il mio obiettivo, adesso, è continuare a portare questa metodologia nelle scuole, lavorando fianco a fianco con colleghi e studenti. Perché quando le persone trovano il modo di esprimere ciò che pensano e di ascoltarsi davvero, il cambiamento nella scuola smette di essere una teoria e diventa una pratica quotidiana.
"Se continui a fare quello che hai sempre fatto, diventerai solo quello che sei già."
Maestro Oogway (Kung Fu Panda)